Scoprire e vivere la cultura enogastronomica della Valtellina.
Incontrare i produttori locali, scoprire le loro tradizioni e ovviamente degustare i prodotti tipici: la Valtellina offre numerose esperienze enogastronomiche da vivere durante una vacanza in montagna.

Tra le esperienze enogastronomiche da provare, non possono mancare le degustazioni in cantina per scoprire i migliori vini del territorio. La Valtellina è l’area terrazzata più vasta d’Italia e accoglie oltre 850 ettari di vigne. Lungo il versante delle Alpi Retiche, dove nasce il vino valtellinese, la Strada del Vino (67 km di strada panoramica da Ardenno a Tirano) e la Via dei Terrazzamenti permettono di attraversare i suggestivi paesaggi terrazzati della Valtellina e incontrare i produttori locali, visitare le loro cantine e degustare i loro vini.

La Valtellina è meta famosa anche per le mele: in primavera è consigliata una passeggiata tra il bianco dei meleti in fiore. In estate, invece, da non perdere una visita negli alpeggi in quota dove si producono i tipici formaggi valtellinesi e altri prodotti genuini caseari, burro in primis. Tra gli itinerari proposti, la Via del Latte in Valmalenco tocca alcuni dei principali alpeggi malenchi, in ambienti incontaminati e di grande bellezza paesaggistica. Alla Latteria di Livigno, invece, è possibile assistere alle fasi di lavorazione del latte e degustare i prodotti a km0 del territorio.

A Teglio, capitale enogastronomica della Valtellina, si possono degustare i pizzoccheri preparati dall’Accademia del Pizzocchero e conoscere più approfonditamente uno dei prodotti più utilizzati nella cucina locale, il grano saraceno: una passeggiata nei campi in fiore abbinata ad una visita al mulino Menaglio sono un’esperienza imperdibile.

IL BITTO STORICO

Itinerari enogastronomici

  • Richiedi la quotazione aggiornata per tour individuali o di gruppo

 Note Tecniche:

  • Luogo di ritrovo: Gerola Alta – Museo del Bitto
  • Durata dell’escursione: ore 2,30 ca.

 

Vi porteremo alla scoperta di una valle davvero intatta e particolare, la Valgerola; vi faremo vivere l’esperienza di visitare il “caveau” gastronomico del Museo del Bitto, dove potrete ammirare forme e forme di formaggio di varie stagionature con impresse sulla superficie della crosta, il nome delle persone e della ricorrenza alla quale sono dedicate, il tutto rigorosamente scritto con succo di mirtillo! Un patrimonio gastronomico immenso, un tuffo nelle tradizione più profonde del territorio.

La nostra visita continuerà nei luoghi dell’eco-museo della Valgerola, una vera scoperta per grandi e piccini. Ci sarà poi tempo per una passeggiata lungo le mulattiere o i sentieri bellissimi della Valle.

 Il Bitto Storico è senza dubbio uno dei simboli della produzione casearia lombarda: formaggio di grande tradizione e straordinaria attitudine all’invecchiamento, ora riconosciuto a livello mondiale come uno dei prodotti simbolo dell’agricoltura sostenibile e scelto dall’organizzazione Slow Food come uno dei prodotti più esclusivi ed importanti nel mondo dei formaggi.
È legato in maniera profonda alle montagne da cui prende origine, le valli di Gerola e di Albaredo.Il formaggio che si produce negli alpeggi di queste valli, ad un altitudine che va dai 1.400 ai 2.000 metri, conserva caratteristiche speciali. I caricatori, infatti, sono impegnati a mantenere tutta una serie di pratiche tradizionali che esaltano la qualità del formaggio, oltre che a svolgere un ruolo basilare nella conservazione dell’ambiente e della biodiversità alpina. Innanzitutto, praticano il pascolo turnato: nei tre mesi di alpeggio, la mandria è condotta attraverso un percorso a tappe, che va dalla stazione più bassa a quella più alta. Lungo la via, i tradizionali calècc – millenarie costruzioni in pietra – fungono da baita di lavorazione itinerante, sempre a portata di mano, in modo che il latte non debba viaggiare, se non per pochi metri, e possa essere lavorato prima che il suo calor naturale si disperda. Un’altra pratica, promossa dai produttori delle Valli del Bitto, è la monticazione, insieme alla mandria bovina, di alcuni capi di capra Orobica. Il latte di questi animali entra per 10-20% nella produzione del Bitto e gli conferisce una speciale aromaticità e persistenza. Per assicurare il massimo controllo delle condizioni sanitarie del bestiame, gli allevatori mungono solo a mano. La salatura del formaggio avviene a secco; in questo modo si forma una crosta più delicata, garanzia di una migliore maturazione. È inoltre espressamente vietato l’uso di integratori nell’alimentazione dei bovini e l’uso di additivi, conservanti o fermenti selezionati nella produzione del formaggio.

Cenni storici:
L’allevamento del bestiame nelle valli alpine iniziò, secondo alcuni storici, dai Celti, quando cacciati dai Romani dalla pianura Padana, si spinsero verso le Alpi e vi trovarono sicuro rifugio dedicandosi così all’attività pastorale, la sola che potesse consentire lo sfruttamento dei fertili pascoli naturali. Appunto dai Celti deriva la parola Bitto “Bitu”, ovvero perenne. Essendo impensabile che tutta la popolazione seguisse il bestiame alle quote alte ed essendo precarie le condizioni delle vie di comunicazione, quei primi mandriani dovettero per forza di cose escogitare qualche sistema che permettesse loro di conservare nel tempo e di trasferire nello spazio il latte, il principale prodotto. La soluzione più logica fu naturalmente quella di trasformarlo in formaggio e per i Celti, esperti conoscitori dell’uso del caglio, fu relativamente semplice indirizzare l’attenzione verso la produzione dei formaggi a lunga conservazione, diventando così quest’ultima un’eccezionale capacità sin da allora; attualmente il Bitto “Valli del Bitto” è l’unico formaggio al mondo che dura oltre i 10 anni! La tradizione, o meglio l’antica tecnica di lavorazione e produzione, continua ancor oggi tramandata con sapienza e lungimiranza da generazione in generazione, di secolo in secolo.

Curiosità
Il formaggio “Bitto, il “Re degli Alpeggi”. Lo sapevate?

Il Bitto è lavorato sapientemente dai casari che tramandano la tradizione, ancora oggi, da padre in figlio. È un formaggio che mantiene la stessa tipologia di lavorazione di un tempo, utilizzando sia il latte di vacca, sia un’aggiunta minima di latte di capra. Viene prodotto nelle malghe o nei “calècc”, ricoveri di pietra a forma di ferro di cavallo coperti con teli, dentro i quali il casaro fa il formaggio su fuoco a legna. La lavorazione continua nei magazzini di fondovalle per almeno 70 giorni. È un formaggio unico al mondo, poiché, se stagionato bene, può conservarsi per oltre dieci anni!

DEGUSTAZIONE IN VIGNA
TENUTA MONTECCHIO COLICO

Itinerari enogastronomici

  • Quota di partecipazione: € 20
  • Minimo 2 – massimo 10 persone

 La quota comprende:

  • Visita guidata dei vigneti
  • Degustazioni di 3 vini accompagnati da una selezione di salumi / formaggi/ prodotti da forno/ frutta/ acqua.
  • La prenotazione anticipata delle visite è obbligatoria. Max 20 pax.

Luogo di ritrovo: Tenuta Montecchio
E’ possibile raggiungere la Tenuta con una bellissima passeggiata dalla spiaggia “l’Ontano”
Durata escursione: 2 ore circa
E’ consigliabile un abbigliamento sportivo.

 

La luce negli occhi di Franca quando parla dei suoi grappoli è scintillante: si sta avvicinando il tempo della vendemmia, un momento delicato in cui il sole, il vento, l’acqua sono i complici di una buona vendemmia e bisogna che tutto vada bene.

Gli ottimi vini della Tenuta Montecchio nascono da vitigni di Chardonnay e Merlot e sono stati chiamati con nomi che ricordano luoghi o tradizioni del territorio:

  • Inganna (uno dei nostri torrenti),
  • Rosso del Forte (in omaggio al Forte Montecchio che si intravede benissimo dalla tenuta),
  • Tana di Volpe e Le Bressane, due nomi legati alla cacciagione.

Un ulteriore segno della passione e dell’amore che hanno fatto nascere il progetto della tenuta e dei suoi vigneti.

 Durante la vista del vigneto imparerete a conoscere il significato di termini come “barbatella” o “invaiatura”, vi immergerete nel mondo affascinante della vigna, dalla sua nascita alle sue stagioni.

Alla degustazione degli ottimi vini, si accompagna l’esperienza olfattiva dei profumi del bosco, l’Ascolto del suono del vento, la Vista sul Monte Legnone e sul lago con le sue vele colorate per concludersi con il Sapore delle ottime grappe.

Un tripudio di Bellezza dei Sensi, un luogo da cui non vorrete più venir via, un’esperienza davvero unica da non perdere!

DI VIGNA IN VIGNA
E CANTINE “LA GATTA”

Itinerari enogastronomici – Trekking

  • Richiedi la quotazione aggiornata per tour individuali o di gruppo

 Note tecniche:

  • Punto di partenza e ritorno: Madonna di Tirano
  • Difficoltà: Escursionisti
  • Dislivello: 300 m Durata: 4 h
  • Trekking con guida

Colico è in un punto strategico: all’imbocco della Valtellina, della Valchiavenna e di tutte le valli collaterali, dove l’uomo da secoli ha costruito filari, coltivato viti che ancora oggi producono vini eccellenti. Da materia prime autoctone come il grano saraceno, sono nati i famosi pizzoccheri, dai pascoli intatti della Valgerola si produce il latte dal quale nasce il prezioso formaggio Bitto. Tante eccellenze, a due passi dal Lago che saremo felici di condividere con voi!

Iniziamo dagli ottimi vini della Valtellina: la nostra passeggiata prevede un affascinante percorso tra i vigneti (i terrazzamenti di Tirano solo stati dichiarati patrimonio UNESCO) che partendo da Tirano ci porterà per fino alla splendida tenuta “la Gatta”.

Il nostro punto di partenza è il Santuario della Madonna di Tirano, basilica eretta nel 1505 in seguito all’apparizione mariana e meta di centinaia di pellegrini ogni anno.

Il sentiero che sale con alcuni tornanti ci offre un’impareggiabile vista panoramica su Tirano e i suoi dintorni e si addentra ben presto tra i filari delle vigne, da cui i coltivatori del luogo ottengono i preziosi grappoli d’uva da cui nascono i migliori vini valtellinesi, famosi in tutto il mondo.

Si raggiunge infine la Tenuta La Gatta, un ex convento dei frati domenicani ora divenuta casa vinicola. Qui avrete la possibilità, tra le botti di vino frutto delle vendemmie, di degustrare gli ottimi vini Triacca.

Il ritorno è previsto a Tirano, percorrendo la strada a valle.

TEGLIO,
TERRA DI ORIGINE  DEI PIZZOCCHERI

Itinerari enogastronomici

SPECIALE GRUPPI

  • Tour di 3 giorni / 2 notte
  • Quota individuale di partecipazione a partire da € 290
  • Minimo 15 persone
  • Su richiesta, quotazioni individuali

Teglio, nel cuore della Valtellina, adagiata su un ampio terrazzo soleggiato del versante retico, a 900 metri di altitudine, fu nell’antichità il borgo più importante della valle cui diede il nome.

L’Hotel Combolo*** famoso fin dall’inizio del secolo scorso, di recente completamente ristrutturato.Documenti ne attestano l’esistenza già nel 1905, sorge nel centro storico del paese in posizione soleggiata e tranquilla. Particolare rilievo viene dato naturalmente alla cucina tipica valtellinese: qui, gli ospiti potranno gustare le più famose specialità e gli eccellenti vini locali. L’ampia selezione dei piatti e dei vini costituisce uno dei punti di forza del Ristorante Combolo.

 1° giorno: arrivo a Teglio nel pomeriggio, sistemazione all’hotel Combolo, tempo a disposizione, aperitivo di benvenuto, cena: stuzzichini di segale, risotto al sassella e culatello, grigliata mista con verdure e plum-cake di saraceno con crema di mirtilli e vaniglia. Vino Vagella, minerale e caffè. Pernottamento in hotel.

 2° giorno: prima colazione in hotel. Visita guidata del Palazzo Besta e della sua collezione archeologica. Alle ore 11.00 rientro in hotel e e corso di cucina “impariamo a scarellare i pizzoccheri” con le cuoche dell’ ”Accademia del Pizzocchero”.
Pranzo tipico in hotel: gli Sciatt con la cicorietta, i Pizzoccheri dell’accademia, i petali di bresaola con scaglie di grana e funghetti, la bisciola artigianale con crema di Braulio, vino Vagella docg, minerale e caffè.
Nel pomeriggio visita guidata del centro storico di Teglio, della chiesa romanica di San Pietro, della Torre de li Beli Miri e della Chiesa di Santo Stefano.
Rientro in hotel, relax, cena: sinfonia di antipasti tiepidi valtellinesi, la crespella di saraceno al bitto e bresaola, la grigliata mista con mausc, il tortino di saraceno ai mirtilli, il vino Vagella docg , minerale e caffè. Pernottamento in hotel.

3° giorno: prima colazione in hotel. Partenza per Tirano, visita guidata della Basilica della Madonna di Tirano.
Proseguimento per Bianzone. Visita con guida dei vigneti del monastero e della cantina vinicola Casa La Gatta Triacca con degustazione di vini docg e di formaggi dop. Passeggiata a piedi, per raggiungere l’agriturismo “il Torchio” pranzo a base di polenta taragna e cacciagione alle bacche di ginepro, dolci della casa, vino acqua e caffè.

Fine dei servizi.

SPECIALE GRUPPI

  • Escursione di una giornata
  • Quotazioni su richiesta in base al numero dei partecipanti

 Arrivo con mezzi propri a Teglio alle ore 09.45 circa e incontro con la guida. Visita guidata del Palazzo Besta e della sua collezione archeologica.
Terminata la visita trasferimento all’Hotel Combolo, nel cuore del paese, e corso di cucina “impariamo a scarellare i pizzoccheri” con le cuoche dell’ ”Accademia del Pizzocchero”.
Pranzo tipico in hotel: gli Sciatt con la cicorietta, i Pizzoccheri dell’accademia, i petali di bresaola con scaglie di grana e funghetti, la bisciola artigianale con crema di Braulio, vino Vagella docg, minerale e caffè.
Nel pomeriggio visita guidata del centro storico di Teglio, della chiesa romanica di San Pietro, della Torre de li Beli Miri e della Chiesa di Santo Stefano.

Al termine tempo libero, partenza con mezzi propri per il rientro.

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